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E Gov e Partecipazione 2.0 Istruzione e Scuola

Bambini al tempo del coronavirus


Le nostre bambine e i nostri bambini sono germogli robusti che, meglio di noi, stanno già costruendo la comunità futura.

Porteranno impressi nel prossimo secolo, con la loro ipersensibilità e voglia di imparare, la memoria di questi tempi bui insieme a un nuovo concetto della scuola e della società futura di cui sono pionieri.

Una società che dovrà coniugare la digitalizzazione con una reale uguaglianza nei diritti economici e sociali delle persone di tutte le età.

#Resistenza #Futuro #1maggio

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Istruzione e Scuola

a Bologna lo sciopero non è più un diritto?

lo sciopero non è più un diritto a Bologna è vietato scioperare alle insegnanti comunali della scuola dell’Infanzia?

Domanda sorta a proposito dello sciopero della Scuola e dei principi di democrazia che governano sia Bologna che l’Italia, visto che mi è stata riferita una notizia che mi inquieta molto se fosse confermata (e temo non mi arriverà nulla a conferma o smentita).

Da quanto sembra (e spero sinceramente di essere smentito una volta tanto) infatti il Comune di Bologna, ci tengo a ribadire guidato da PD e SEL, avrebbe vietato alle Insegnanti comunali delle scuole dell’Infanzia di manifestare il loro dissenso alla sedicente “buona scuola” con lo sciopero.

Nel dettaglio la cosa sarebbe stata motivata con il cambio di contratto da “Scuola” a “Scuola Enti Locali” deciso unilaterlamente dal Comune e relativamente al quale le insegnanti hanno fatto ricorso al Tar, ovviamente perdendolo.

Ma i miei amici del PD non avevano detto che il cambio di contratto non avrebbe comportato nessun disagio alle insegnanti? Non poter scioperare e non poter manifestare il proprio dissenso con tale strumento pare poco?

Complimenti per la democrazia, la partecipazione e il rispetto per le altre persone e il relativo lavoro…

[pubblicherò volentieri le varie smentite, ovviamente non quelle che arriveranno dopo domani in prima mattinata da parte del fenomeno di turno]

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E Gov e Partecipazione 2.0 Istruzione e Scuola

Scuola: Bologna inizia per B ma finisce per A

Bene, siamo 2 genitori di una bambina di 2 anni e, domani 26 maggio andremo A votare “A” al referendum di Bologna, votando quindi A favore della Scuola Pubblica.

Vota A favore della Scuola PubblicaPotrei scrivere una lenzuolata di 10 pagine sul perché, dopo tanto tempo investito nel cercare di capire senza farci influenzare da un partito politico o da una confessione religiosa, perché i responsabili tenutari del bene e degli interessi di un bambino e/o di una bambina sono principalmente i genitori, ma credo che, se le motivazioni sono vere e genuine, le motivazioni forti si possano scrivere in poche righe.
In ogni caso qui e qui ho già cercato di snocciolare e discutere diversi pensieri in maniera più ampia.

Voteremo “A” principalmente perché:

  • conosciamo il mondo della scuola di Bologna, dove siamo nati, cresciuti, viviamo e lavoriamo da 40 anni e sappiamo che in questa città la Scuola di qualità è la Scuola Pubblica.
  • i bambini e le bambine sono realmente il nostro futuro, anche se gli amministratori di turno credono che la qualità del loro insegnamento debba piegarsi alla crisi economica che mette in primo piano i bilanci. Quei medesimi bilanci rigorosissimi che permettono di comprare decine di cacciabombardieri da miliardi di euro per uccidere le persone, ma non permettono di spendere pochi milioni di euro per istruire loro e i loro figli/e.
  • crediamo in Dio in maniera adulta e consapevole della Sua esistenza, ma nel rispetto del Suo Amore vogliamo che nessuna bambina e nessun bambino sia costretto a subire le forzature dell’istruzione religiosa solo perché obbligato da scelte politiche ed economiche decise nell’interesse degli adulti. In virtù di questo la mia personale esperienza mi ha fatto conoscere diverse persone diventate atee proprio a causa dei rigidi metodi di insegnamento cattolico.
  • tutti i bambini sono bambini di Serie A e la loro educazione deve essere di qualità elevata, uguale nei diritti e nei doveri e garantita dalle Istituzioni della Repubblica Italiana, siano essi provenienti da famiglie di adulti Cristiani Cattolici, Protestanti, Musulmani, Buddisti, Testimoni di Geova, Induisti o Atei.
  • L’impostazione della Giunta che guida Bologna, che per inciso ho votato e per la quale ho fatto promozione elettorale, è quella di fare sentire le insegnanti della Scuola, ovvero coloro che, a seconda delle modalità in cui vengono messe in condizione di lavorare dal proprio datore di lavoro, ovvero il Comune di Bologna stesso, sono determinanti nella crescita più o meno positiva dei nostri figli, solo degli ingranaggi, da rottamare quando il funzionamento o le caratteristiche non seguono gli umori del proprietario della macchina stessa.
    Una vittoria o una buona percentuale di voti della scelta “A” saranno quindi un preciso segnale per una gestione non autoritaria ma partecipata della “Cosa Pubblica” e della Scuola Pubblica di Bologna incentrata sulle persone e sulle competenze, non sugli interessi economici e politici.

Bene, concludo con una piccola considerazione: sarà sicuramente vero che Bologna inizia con la B come va predicando il comitato Fism CEI per la scuola privata, ma io preferisco credere che, come diceva Gigi Maifredi, “Bologna inizia per B ma finisce per A”.

E noi per i nostri figli e le nostre figlie, a Bologna e in Italia, vogliamo una Scuola Pubblica di Serie “A”.

[edit: il presente articolo è stato pubblicato per ora anche sul mio profilo personale Facebook ]