Elezioni europee: la mattanza elettorale M5S-PD sui social network

Mattanza Grillo-Renzi 820.000 a 600 sui social network

Mattanza Grillo-Renzi 820.000 a 600 sui social network

Negli ultimi giorni di campagna elettorale in Italia per le Europee 2014 ognuno dei principali candidati ha giocato a chi fosse più social e visto che nel 2014 essere social vuol dire esserlo sui social network e visto che i social network alcune volte sono analizzabili numericamente… è stata una mattanza :o

Ho quindi brevemente analizzato gli ultimi link “social” tramite il servizio da loro utilizzato di abbreviazione degli indirizzi e monitorabili pubblicamente, anche relativamente al momento clou elettorale di chiusura della campagna lanciato dal Partito Democratico e da Renzi su Facebook e Twitter (microblogging) e fatto la medesima cosa per il Movimento 5 Stelle e Beppe Grillo.
NB: i dati sono aggiornati alle 8:00 di domenica 25/05/2014

Il risultato M5S-PD è stato di 820.000 a 600

Partito Democratico e Matteo Renzi: 600 visite

Movimento 5 Stelle e Beppe Grillo: 820.000 visite

Poiché i risultati si commentano ampiamente da soli e non vorrei infierire in maniera indecorosa, concludo brevemente e amichevolmente dando qualche consiglio costruttivo agli amici del Partito Democratico e a Matteo Renzi, anche se temo siano dei concetti e dei tecnicismi di difficile comprensione per loro

  • Siamo nel 2014: la partecipazione 2.0, la presenza su web e social network e il becero populismo sono cose differenti
  • Professionalità: il fatto che un vostro amico o un amico di un amico abbia un Iphone o un Apple non lo rende automaticamente un esperto di Web e di Social Network
  • Meritocrazia: a seguire da sopra, il fatto che un operatore del settore sia un amico o un amico di un amico, non lo pone automaticamente tra i migliori del settore anche se ha fatto gratis o quasi la campagna elettorale vostra o di un vostro partner e per vincere bisogna affidarsi ai migliori

Così è (se vi pare). Amen

ps: visto che negli ultimi tempi il mio sito subisce guarda caso diversi tentativi ripetuti di hacking, copio il presente articolo anche “altrove” sulla mia pagina FB

candidatura al direttivo 2013 di IWA Italy

Bene, per quanto riguarda la mia candidatura a IWA Italy, ritengo sia importante fornire un supporto ed ampliare i rapporti tra associazione e soci e tra soci e soci.

Partendo infatti dal presupposto che reputo ottima l’attività dell’associazione sia sul fronte delle attività normative che su quella delle professionalità del web, culminata nella quadratura del cerchio del riconoscimento dei professionisti membri di IWA che ne avessero i requisiti, credo tuttavia che in un periodo di particolare crisi occorra porsi anche in maniera più sociale ed amichevole nei confronti di tutti i soci, sia per far sentire parte di una rete inclusiva coloro i quali hanno già solide basi tecnico-professionali, sia per invogliare i meno esperti ad intraprendere percorsi più “robusti” sentendosi componenti non intimoriti e di pari dignità di una stessa famiglia.

Per tale motivo la mia candidatura è da un lato incentrata principalmente verso la riproposizione in chiave più social, amichevole ed inclusiva sia delle attività fin qui poste da Iwa Italy e da Iwa/Hwg, sia delle attività da me svolte nel corso degli anni dal 2005 al 2010 tramite i ruoli via via ricoperti in Iwa Italy. Dall’altro lato, essendo le mie proposte di importanza strategica per le politiche dell’associazione, la mia candidatura è vincolata alla condivisione del programma da parte del candidato (o dei candidati) alla Presidenza.

Analiticamente nel dettaglio mi pongo i seguenti 5 obiettivi:

  1. ricostruire la rete di soci per proporre e fare iniziative dividendo la componente direttiva dell’associazione da quella tecnica
  2. rendere più partecipi i soci alla vita dell’associazione ed ampliare la possibilità di fare rete tra loro, anche per i temi di lavoro e affari
  3. un maggior coinvolgimento di genere nella vita di Iwa perchè non è pensabile nel 2013 che nemmeno un 40% dei ruoli chiave di una associazione che tratta di innovazione e professionalità, compreso il Direttivo, non sia composto da donne
  4. ampliare e riorganizzare la presenza di Iwa Italy sui social media avendo ben presente la centralità dei soci e delle priorità associative inclusive nel merito
  5. armonizzare, promuovere e potenziare le attività legate alle professionalità del web, compresa la formazione, con le attività dei soci e con le realtà esterne

In ogni caso, avvierò una discussione sul web per valutare se questi punti siano da integrare, modificare o rivedere nelle priorità proprio per fare sì che gli obiettivi, in un’ottica di ottimizzazione dei tempi e delle risorse, siano i più attinenti possibili con le esigenze dei soci e delle professionalità.

Chi volesse dare il proprio contributo e la propria opinione in merito, è realmente gradito

La sottile linea tra reset e shutdown del PD passa per il territorio della partecipazione

image Tra dirigismo e autoreferenzialità, il disfattismo è tra coloro che vogliono abbandonare il PD o nel PD che ha abbandonato le persone?

Caro Segretario PD di Bologna,
sicuro dell’importanza della sintesi, esprimo il mio profondo dissenso sul partito a cui ad oggi sono iscritto, ovvero il PD, a livello nazionale e bolognese.

A livello nazionale non ho mai capito e condiviso, e non l’hanno capita né i mercati né le agenzia di rating, sul perché non si è andati alle elezioni a novembre 2011 preferendo un accordo con il PDL e Berlusconi per fare macelleria sociale e pensionistica e non prendersi la colpa.

Non ho mai capito perché i programmi elettorali delle politiche 2013 siano stati disillusi, visti i “mai” con Berlusconi (andarsi a vedere il significato “mai” su qualsiasi dizionario), no agli F35, basta al finanziamento ai partiti, la coltellata a Prodi che non è arrivata da 101 amici di Grillo o Berlusconi.

A livello nazionale ma soprattutto a livello locale e per Bologna non ho mai capito il perché dell’autoreferenzialità nella gestione delle cariche di partito né nella mancanza di inclusione nella partecipazione reale nella vita del partito e nella vita della amministrazione degli iscritti e degli elettori. Le tecnologie lo permettono facilmente e a costo 0 da almeno 10 anni, ma la politica conservatrice del PD osteggia la vera partecipazione, tanto che chi ha un minimo di esperienza e conoscenza del panorama italiano si sta aspettando una legge *bavaglio* e antidemocratica sul web mascherata con qualche responsabilità.

A livello locale di Bologna, ma anche le strizzate d’occhio a livello nazionale non sono state da meno, è vergognoso il comportamento sul referendum pro scuola pubblica, su cui il PD locale e nazionale ha investito molto sicuro di vincere (a proposito, chi è lo scienzato che fa i sondaggi per il PD? Temo non il Cern…) e ricevendo invece una compilation di pizze in faccia da parte di un gruppo di persone facenti parte di un comitato elettorale a favore della Scuola Pubblica che credo abbia avuto l’1% delle risorse spese dalla ammucchiata PD-PDL-Lega-Monti che ora dovrebbe solo pietire con iscritti ed elettori e andare verso le persone invece che verso gli interessi della CEI e del PDL con la speranza di qualche briciola avanzata per il mondo della Cooperazione locale.

A corollario di tutto questo, poiché so quanto importante sia e sia stata l’assemblea cittadina (… no dai, scherzo) di cui faccio parte, che per inciso *NON* è mai stata convocata per discutere e decidere sulla linea politica del PD a favore della scuola privata, soprattutto privata e cattolica, ti comunico ufficialmente che mi dimetto da essa con effetto immediato.

Deciderò settimana prossima, dopo aver visto il comportamento del PD in Comune di Bologna, anche dopo l’esito della votazione sulla Legge Regionale di riforma delle ASP (io scrivo prima, non dopo), nel seguire l’esito delle decine di migliaia di elettori bolognesi a favore della Scuola Pubblica, ovvero dopo la scelta del PD se seguire le persone, gli iscritti e gli elettori oppure gli interessi economici di CEI e PDL, se rinnovare o meno la mia tessera di adesione al Partito Democratico.

PS: detto tra noi, tecnicamente non esiste che il profilo twitter del PD di Bologna sia fermo circa al 26 maggio, prima della impietosa pizza referendaria, e che la situazione sulla comunicazione e sulla partecipazione 2.0 sia delegata ad un circolo PD Online che comunque come funzionalità è indietro anni e forse un decennio sulle possibilità di dialogo, partecipazione e messa in rete di cittadini, iscritti, elettori e circoli, che oggi come oggi sono all’età della pietra.

[edit] ho pubblicato questo stesso post sul mio personale profilo FB [/edit]